mister

Ad fine stagione ognuno di noi…mister appassionati…iniziamo il nostro personale campionato, quello della riconferma o quello della ricerca di una nuova panchina. Capita anche a me. Ogni fine stagione. Quell’ansia ci prende lo stomaco, non ci lascia dormire. Meglio rimanere nella società dove abbiamo svolto il nostro lavoro? Meglio cambiare aria? E se poi non ci troviamo bene? Tutte queste domande ci assillano giorno e notte. E se restassimo senza Panchina?
La mia piccola storia calcistica e soprattutto il mio credo calcistico mi hanno fatto capire che un mister deve scegliere con la massima cura il proprio destino, infatti a volte si sceglie tanto per fare, sbagliando.
Più passa il tempo e più aspetti una chiamata. Quando senti squillare il telefono speri che sia quel numero, di quel presidente, di quella Società. Cavolo…è un amico!!!! Peccato.
Ormai mister ce ne sono tantissimi, siamo un numero incredibile, ci vorrebbero migliaia di squadre per accontentare tutti. Alla fine in tanti resteranno sul divano alla domenica. Sperando in una chiamata durante l’anno per prendere il posto di un collega.
La scelta è sempre difficile. Sai quello che lasci e non sai quello che trovi.
Quando parli con una Società, devi sposare il suo progetto, la sua filosofia. Altrimenti non duri molto, anzi… perché alla fine noi siamo “dipendenti”.
A volte anche sposando il progetto ti rendi conto che il Progetto è vincere. Che poi, non ho mai visto un mister allenare per perdere o pareggiare. Si va in campo per vincere. Se la tua squadra gioca bene avrà sicuramente maggiori possibilità di vittoria. La fortuna ti accompagna per qualche partita, ma non certo per sempre, quindi giocare bene equivale a vittorie.
Io sono fortunato. Anche per quest’anno resto nel mio piccolo mondo della Fulgor Trevignano. Quando si sta bene, si è contenti di far strada per allenare, quando tua moglie rientrando a casa alle 11 di sera ti vede sorridere, allora capisci che il posto è quello giusto. Io mi sento bene, sono felice…anzi mi manca già il campo.

Per noi mister non c’è pausa, non c’è relax. Non mi immagino sul divano alla domenica pomeriggio, oppure al sabato. Noi mister viviamo una adrenalina che ci percorre per tutta la vita…e non riusciamo a buttarla via. Ci conviviamo, è dentro il DNA, probabilmente non la lasceremo mai.
Allenare per me è una grande passione, preparare i campetti di allenamenti, cercare di spiegare gli esercizi, lo scopo di una esercitazione. Vedere la propria squadra giocare bene, vedere gli occhi dei propri giocatori soddisfatti. Questo è il mio calcio.

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