Ezio Glerean: il calcio e l’isola che non c’é

ezio glerean

Ho letto poco tempo fa il libro scritto da Ezio Gleren “Il calcio e l’isola che non c’è”. Già il titolo mi incuriosiva, e grazie ad un amico ho potuto assistere ad un incontro proprio con Ezio Glerean. Ho avuto la fortuna a Caerano san Marco di far parte della squadra di Ezio Glerean, si proprio squadra. Sono passati più di vent’anni ma ricordo ancora oggi come giocatori ed allenatori erano un blocco compatto. Soprattutto tra allenatori si comportavano tutti alla stessa maniera, erano un GRUPPO, erano una SQUADRA DI ALLENATORI. Tale modo di lavorare non l’ho più visto da nessuna parte. Troppe gelosie, troppe individualità, pochissima programmazione. Tanta casualità. Il libro di Glerean lo si può leggere tutto d’un fiato. Poco più di 130 pagine scritte con passione, scritte con Amore verso il calcio…che non c’è più. Mister Glerean mette al centro del progetto il MISTER. Il mister deve tornare ed essere quella figura importante che ha costruito tanti talenti, che ha insegnato calcio e vita. Oggi assistiamo a mister con sponsor, a mister che devono vincere perchè altrimenti vengono cacciati. Mister che lavorano con ansia e frenesia, perchè si deve SOLO VINCERE. Proprio l’altro giorno parlavo con una persona e mi affermava appunto che lui al lunedì guarda la classifica, dai piccoli ai grandi. Ma come siamo arrivati a questa classifica? Non importa credo. Questo è il calcio al giorno d’oggi. Il mister ha perso potere, in una società ogni allenatore lavora a proprio modo, a proprio piacimento, senza una minima programmazione. Mi confronto spesso con gli allenatori del settore giovanile, con alcuni, non tutti. Perché nel nostro ambiente c’è tanta/troppa gelosia, e per quanto tutti fingano di esserti amici, aspettano solo il passo falso per prendere il tuo posto. Glerean nel suo libro scrive di un calcio perso, di un calcio rovinato dagli adulti, dagli uomini grandi. Un calcio dei bambini rovinato dai grandi. Tornare indietro? Non si può. Ma abbiamo il dovere, noi adulti, di guardarci dall’alto, di fermarci un momento e chiedere cosa fare, come fare. Di ricercare le cose che facciano star bene anche a noi adulti nel mondo dei loro giochi, di godere del loro divertimento e felicità. 

C’è impoverimento tecnico e morale. La colpa non è degli allenatori, ma di una scuola che non c’è, di una educazione che non c’è, di idee che mancano. Si ha l’impressione che l’allenatore di oggi si senta indifeso, inadeguato nel trovarsi a gestire mille problematiche che arrivano dall’esterno e mi riferisco al comportamento di genitori, dirigenti, ecc.

Glerean spiega come il calcio sia cambiato, come gli adulti abbiano cambiato il gioco dei bambini, con proprie regole non adatte ai bambini stessi.

In seguito riporterò alcuni pensieri di Glerean sul libro che ha scritto. Il primo capitolo riguarda alcune fatti successi a Glerean anni fa; Filmando i genitori, Gli scarpini di Suarez, L’Ajax di Cruyff.

Foto tratta da ilgiornaledivicenza.it

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